martedì 23 febbraio 2010

PREOCCUPAZIONE PER LA SECURITY NEI PORTI



23 febbraio 2010
Il 16 Dicembre 2009 su richiesta delle associazioni di categoria, il Comitato Interministeriale per la Sicurezza Marittima (CISM) ha discusso il Decreto 154/2009 del Ministero dell’Interno, che aveva sollevato molte preoccupazioni in quanto, in applicazione del D.L. 144/2005 (cd Decreto Pisanu), ridisegna le regole di security in ambito portuale. Nonostante la richiesta di sospensiva degli effetti del Decreto avanzato da tutte le componenti del CISM, ad oggi risulta che si sia optato per l’elaborazione di una circolare interpretativa, a cui i Ministeri coinvolti stanno lavorando congiuntamente. Assologistica esprime il proprio apprezzamento per lo sforzo che si sta compiendo al fine di ridurre i potenziali effetti deflagranti che l’applicazione del D.M. 154/2009 potrebbe avere sulla security portuale, considerando le specificità del settore, le diverse tipologie di traffico, le disomogenee infrastrutture presenti sul territorio e la normativa internazionale applicabile; e auspica la conservazione e la valorizzazione di quanto di buono è stato fatto dal luglio 2004 ad ora. Coglie tuttavia alcuni elementi che determinano preoccupazione e sui quali i terminalisti portuali riuniti a Roma intendono richiamare l’attenzione: la circolare interpretativa rappresenta uno strumento potente e flessibile, ma potrebbe non essere idoneo per garantire un’applicazione coerente del Decreto in concorrenza con altra normativa previgente, anche di carattere internazionale. È necessario che la circolare, oltre a chiarire ruoli e responsabilità delle diverse autorità che operano nel settore della security portuale, definisca quando sia indispensabile l’uso di Guardie Particolari Giurate, in modo da impedire interpretazioni diverse sul territorio che possono determinare anche situazioni distorsive del mercato fra porti nazionali. La conferma degli esistenti Piani di security degli Impianti portuali, approvati dal 2004, non sarebbe sufficiente a superare le attuali preoccupazioni se i controlli dovessero essere affidati a Guardie Particolari Giurate, aggravando il gap di costo con gli altri porti e determinando ulteriori esuberi di centinaia di addetti tra il personale attualmente impiegato nei controlli. Assologistica ritiene che ogni intervento di revisione della security portuale, di nuovi controlli doganali finalizzati alla tutela del made in italy fino al progetto Megaports, che dovrebbe consentire la verifica di tutti i container per accertare l’assenza al loro interno di materiale radioattivo, debba partire da un confronto anche con gli operatori che tenga conto di quanto questi aspetti siano fondamentali per la credibilità e la crescita del settore, ma anche della loro sostenibilità economica, particolarmente, nell’attuale congiuntura.
Vale la pena ricordare che Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra avevano già fatto sentire la loro voce alla Commissione Interministeriale per la Sicurezza Marittima (CISM) e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con lettere di protesta dove venivano messi in luce gli effetti devastanti sui terminal portuali determinati da un decreto pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” del 5 novembre 2009 che regola le disposizioni per l'affidamento dei servizi di sicurezza sussidiaria nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, delle metropolitane e delle linee di trasporto urbano. Con il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - hanno rilevato Assologistica, Assiterminal, Assoporti e Confetra - vengono di fatto azzerate le competenze delle Capitanerie di Porto e tutto quanto previsto dal Programma nazionale di sicurezza marittima emanato con decreto del 20 giugno 2007 dal ministero dei Trasporti in ottemperanza alle normative internazionali in materia. Sparirebbe quindi il Port Facility Security Plan e anche il Port Facility security officer, ovvero quegli strumenti operativi pianificati e realizzati per realizzare forme di security efficaci, compatibili con l'attività di un terminal portuale».

«Di fatto già oggi i terminal, con un folle aggravio di costi - hanno sottolineato le associazioni - dovrebbero dotarsi di un mini esercito di guardie giurate e sperare che la Questura ponga in essere metodi organizzativi compatibili con l'operatività del terminal».


Fonte: Camera del Lavoro di Pozzallo