domenica 28 febbraio 2010

Porto di La Spezia , interessato da inchiesta che ha portato allo smantellamento di una banda dedita al furto e al riciclaggio di camion


Febbraio 2010
Ha interessato anche i l porto della Spezia l’ inchiesta che ha portato allo smantellamento di una banda dedita al furto, al riciclaggio e alla vendita all’estero di camion. I camion venivano smontanti e sistemati all’interno di container che, alla Spezia, venivano poi imbarcati su navi impegnate sulle rotte verso l’Egitto dove venivano scaricati, per essere poi riassemblati e venduti nel circuito dell’usato. L’operazione, qualora ce ne fosse stato bisogno , riaccende i riflettori sul rischio che corrono i porti che movimentano container nel costituire un possibile crocevia di traffici illeciti. E’ risaputo che è praticamente impossibile controllare tutta la merce stivata nei container in partenza e in arrivo: si deve procedere necessariamente a campione o confidare nella fortuna. Troppo elevata è la mole di merce che non viene assoggettata a controllo e più di qualcosa di illecito può sfuggire. Nel caso specifico, i componenti dei camion rubati - stivati all’interno di container - venivano accompagnati dalla rituale falsa documentazione, che attestava trattarsi di pezzi di ricambio e, in alcuni casi, di rottami.
Le spedizioni via container, oltre che al porto della Spezia, avvenivano anche attraverso il porto di Ravenna. Nessuna responsabilità, allo stato gli atti, è stata riscontrata nell’ambito degli scali marittimi.