
23 febbraio 2010
Gli strumenti normativi necessari alla realizzazione del polo logistico previsto nei porti di Trieste e Monfalcone (Gorizia)dal progetto di Unicredit saranno "non così invasivi": lo ha dichiarato in un intervista all'ANSA, Maurizio Maresca, docente universitario e tra i sostenitori del progetto. In questi giorni incontri tecnici e riunioni politiche, tra cui due incontri del tavolo tecnico tra Governo e Regione, si sono tenute tra Roma e Trieste per la definizione del progetto. L'obiettivo delle riunioni - ha spiegato Maresca - è quello di "mettere a punto misure" che non siano "così invasive", come ipotizzato nel recente passato, "perché le norme che ha lo Statuto speciale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sono già sufficienti in gran parte". Il porto di Monfalcone, ha continuato, è già di competenza regionale. L'ipotesi di nominare un commissario - come scritto nel piano di Unicredit - "non è stata messa da parte - ha spiegato Maresca - ma potrebbe essere messa da parte", ha aggiunto, oppure ci potrebbe essere un commissario "che non si sostituisce alle amministrazioni (come previsto nel piano presentato dalla banca, ndr), ma che stimola le amministrazioni". "La cosa interessante è che l'intervento - ha proseguito Maresca - si può fare senza cambiare le norme esistenti". Accanto al tema giuridico, per trovare un'intesa tra Stato e Regione, si sta lavorando sull'aspetto economico e sulla ricerca dei traffici che possano sostenere il progetto di far arrivare a 2,5 milioni di Teu il traffico annuale dai due porti, che oggi non superano i 300 mila Teu annuali, e sulla messa a punto del progetto tecnico. Per il progetto si stimano investimenti per un miliardo di euro, necessari a raddoppiare il Molo Settimo, a realizzare la piattaforma logistica del porto di Trieste, costruire un nuovo terminal container a Monfalcone e le complementari opere ferroviarie e stradali.