
26 febbraio 2010
Il 30% della flotta italiana di camion fermo nei piazzali spesso per manifesta impossibilità anche solo di pagare i rifornimenti di carburante; il 50% delle imprese italiane di autotrasporto in ritardo cronico nel pagamento dei contributi previdenziali e degli oneri sociali, con un monte arretrati che solo per quanto riguarda queste voci, supera i 300 milioni di euro; il 10% delle imprese italiane che nell’ultimo anno sono state dichiarate fallite o, nella migliore delle ipotesi, sono entrate in una procedura di concordato preventivo; 62.000 aziende di autotrasporto chiuse nell’ultimo decennio su una consistenza attuale che si attesta attorno alle 115.000 imprese. Nella sola Lombardia un tasso di mortalità che in 8 anni ha riguardato 10.000 imprese su un totale di 28.000. Alcune fra le aziende simbolo del settore in vendita sull’orlo del collasso a fronte di una invasione ormai a tasso esponenziale di tir provenienti dall’est europeo che sotto tariffano speculando sulle condizioni di sicurezza dei mezzi, sui tempi di guida e sui contratti spesso inesistenti dei dipendenti. Questi gli ultimi dati sulla crisi, senza precedenti, per un autotrasporto italiano ormai in una situazione di vero e proprio allarme rosso. Domenica prossima a Milano, presso l’hotel Holiday di Assago, Trasportounito ha convocato i suoi associati con invito esteso a tutte le imprese del settore. Per Trasportounito il governo ha messo in campo norme non applicabili e misure di aiuto apparente che nei fatti si rivelano addirittura controproducenti per l’autotrasporto.
Fonte: Camera del lavoro di Pozzallo