venerdì 25 maggio 2012

In arrivo autonomia finanziaria per scali portuali

Buone notizie sembrano finalmente profilarsi all'orizzonte per gli scali portuali italiani. Il condizionale è d'obbligo da parte di chi, come il sottoscritto, in questi anni ha visto e contribuito a realizzare, una molteplicità di proposte normative, finalizzate ad ottenere la tanto agognata autonomia finanziaria per i Porti italiani sede di Autorità Portuale. L'obiettivo che con ogni mezzo abbiamo perseguito è semplice nel sua temeraria ambizione: Lasciare ai porti le risorse che essi stessi producono, per finalizzarle alla realizzazione di quelle infrastrutture necessarie al loro ammodernamento. Infratsrutture, la cui realizzazione, può essere prevista essenzialmente soltanto con risorse pubbliche dato che banchine, dighe o moli difficilmente possono prevedere il concorso di capitale privato data l'evidente non redditività dell'intervento in se'. Altra cosa è ovviamente l'allestimento delle banchine o dei piazzali con i mezzi operativi, ammortizzabili, questi si, con la possibilità di detrazione dei canoni di concessione. Insomma sembra che nella bozza dell'imminente Decreto Infratsrutture, predisposto per il prossimo Consiglio di Ministri, vi sia una misura che consente la dotazione di un fondo destinato al finanziamento degli interventi di adeguamento dei porti, alimentato su base annua, in misura pari all' 1% delle riscossioni dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e delle accise relative alle operazione nei porti e negli interporti rientranti nelle circoscrizioni terriotoriali delle autorità portuali. Il fondo può contare su una disponibilità stimata intorno agli 80 milioni di euro l'anno. A corredo della misura poi ci sono altre norme che consentono, per la realizzazione delle opere previste nei piani regolatori portuali (PRP) o nei piani operativi triennali (POT) , la possibilità di stipulare contratti di finanziamento a medio e lungo termine con istituti di credito, come la Cassa Depositi e Prestiti. O ancora la previsione di un 20% del fondo in questione, da ripartite con finalità perequative, nell'ambito della Conferenza Stato - Regioni. Resta salva ovviamente la possibilità di realizzare le opere facendo ricorso a forme di compartecipazione del capitale privato, secondo la disciplina della tecnica di finanza di progetto propria dei partenariati pubblico privati (ppp). Una misura che speriamo possa costituire quel volano di ammodernamento per i nostri scali portuali a partire dal loro collegamento infratsrutturale alle principali arterie ferroviarie e autostradali. L'importanza e il valore di questi interventi si coglie nella consapevolezza che l' 80% delle merci raggiunge o parte dal nostro Paese tramite il sistema portuale. Rendere questo sistema organico alla rete infratsrutturale, eliminando i colli di bottiglia e, recuperando al contempo efficienza operativa, è una delle scommesse che il nostro Paese deve giocare per uscire dalla crisi e puntare decisamente sullo sviluppo. Se ció avvenisse, a diciotto anni dal varo della legge istitutiva delle autorità portuali, potremo dire che finalmente ai porti è stata riconosciuta la maggiore età. Successivamente ritengo la commissione al Senato potrà agevolmente concludere i lavori di riordino normativo afferenti la L. 84/94 e passare la parola alla Camera. Marco Filippi Senato della Repubblica - Partito Democratico