La Jolly Amaranto, la portacontainer della compagnia Ignazio Messina di Genova, rimasta in balia delle onde per tre giorni al largo di Alessandria d’Egitto a causa di un’avaria al motore , si e' arenata durante l'ingresso in porto, mentre veniva trainata dai rimorchiatori dello scalo marittimo. I membri dell’equipaggio sono tutti sani e salvi. Una vittima purtroppo c’e' stata, si tratta del cane Athos, la mascotte di bordo, che si e' lanciato in mare per ritornare a bordo mentre era gia' stato portato sul rimorchiatore. Athos è morto annaspando tra le onde provocate dalle eliche dei rimorchiatori.. Un marinaio si e' lanciato in acqua nel vano tentativo di salvarlo, ma e' stato a sua volta soccorso poiche' ha rischiato di annegare.
La ''Ignazio Messina'' ha dato mandato alla compagnia olandese Smit Salvage B.V. di occuparsi delle operazioni di disincaglio e della messa in sicurezza del mercantile, Non del tutto chiara la dinamica che ha portato la nave ad incagliare. Si presume ci sia stato un urto contro la banchina, che ha provocato una via d’acqua. La nave ha iniziato ad imbarcare acqua nelle stive e si e' arenata. Il mercantile, poi, iniziato ad inclinarsi, sbandando di 10 gradi su di un fianco. L'equipaggio e' stato sbarcato e messo in sicurezza sui rimorchiatori intorno alle ore 3. A bordo, durante questa delicata fase sono rimasti il comandante ed il primo di coperta. Con il trascorrere delle ore la nave ha continuato ad inclinarsi trasversalmente e alle 5.30 circa anche il comandante e il primo hanno abbandonato la nave. La Jolly non è del tutto affondata, poiché il fondale, all'interno del porto, non è molto profondo.