sabato 20 febbraio 2010

Pirati somali: La caccia data loro dalla forza internazionale non ha prodotto i risultati attesi .


E’ certo che la missione internazionale contro i pirati somali non ha prodotto i risultati sperati . Nonostante che le navi da guerra abbiano salvato molti mercantili dalle grinfie dei pirati nel 2009, i pirati somali hanno stabilito il loro nuovo record raddoppiando il numero degli attacchi messi a segno rispetto all'anno precedente. I dati forniti dal Centro sulla pirateria dell'International Marittime Bureau riferiscono di 214 navi attaccate contro le 111 del 2008, di queste 47 sono state sequestrate e poi in 35 casi liberate in seguito al pagamento di riscatti compresi tra i 2 ei 4 milioni di dollari. Sono ancora una decina le navi attualmente in ostaggio con i loro equipaggi . Benché ben tre risoluzioni dell'Onu autorizzino la flotta internazionale a colpire i pirati anche sulla costa somala , nessuno finora ha autorizzato azioni simili, le uniche in grado di debellare il fenomeno , anzi c’è di più, nessuna unità ha aperto il fuoco contro limitandosi a metterli in fuga. I pirati possono così tornare allegramente all'arrembaggio di altre navi. I pirati possono essere attaccati e catturati solo se colti in flagranza, cioè mentre attaccano una nave ma la gran parte dei criminali catturati nell'ultimo anno sono stati rimessi in libertà spesso perché nessun Paese accettava di processarli come è accaduti ai 13 pirati catturati dalla fregata olandese Evertsen, appartenente alla flotta della UE , che ha dovuto liberarli consegnando loro anche viveri e carburante. Nel caso del Kenya, che ospita molti processi a carico dei bucanieri somali in seguito a un accordo con la UE, i pirati vengono quasi sempre rimessi in libertà perché quando iniziano i dibattimenti in tribunale non sono presenti in testimoni, cioè marinai e comandanti che hanno già ripreso il mare. L'impunità delle bande criminali sembra quasi garantita .
Vengono attaccati anche i cargo del Programma alimentare mondiale, che portano generi umanitari a Mogadiscio.