

22 febbraio 2010
La Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte del Servizio Ambiente della Regione Marche per il progetto di un rigassificatore offshore al largo di Porto Recanati è stata di “non conformità”. Il procedimento di impatto ambientale riguardava la realizzazione di un terminal offshore di Gaz de France presentato dalla Tritone Gnl. La “non conformità” è stata decisa a seguito della mancata presentazione delle integrazioni richieste dagli uffici della Regione al Ministero dell`Ambiente titolare del procedimento di Valutazione di impatto ambientale, che “invitavano ad approfondire gli aspetti ecologici determinati dallo squilibrio termico e chimico, anche utilizzando in prima istanza dati provenienti da studi relativi ad impianti simili che comportino l`immissione in mare di acque con analogo impatto termico e chimico”. Inoltre, è stato rilevato che “l’Adriatico è un mare chiuso e che le autorizzazioni ministeriali, relative ad altri impianti previsti, sono state concesse senza un Piano energetico nazionale. Il rischio è quello della sovrapposizione degli effetti dell’inquinamento derivanti dalla realizzazione di più impianti senza una valutazione complessiva. Non è possibile inoltre valutare interferenze con le rotte delle tartarughe marine e con l’ecologia dei cetacei”.
Il progetto denominato Tritone Gnl prevedeva la realizzazione di una piattaforma capace di riportare allo stato gassoso fino a 5 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno. La rigassificazione del gnl (gas naturale liquido), procedimento di natura fisica e non chimica, prevede la trasformazione del metano dallo stato liquido a quello gassoso, attraverso uno scambio termico con l’acqua di mare e in assenza di combustione. Il gnl scaricato dalle navi metaniere doveva poi essere immesso direttamente nella rete nazionale di trasporto Snam, attraverso un gasdotto di raccordo interrato .
Fonte : Camera del Lavoro di Pozzallo