

18 febbraio 2010
La Corte dei Conti punta il dito contro le opere pubbliche incompiute e mal progettate. Il procuratore generale della Corte dei Conti, Mario Ristuccia, lo ha detto all’inaugurazione dell'anno giudiziario della magistratura contabile. “Anche nel corso del 2009 molte fattispecie di illecito hanno riguardato il fenomeno delle opere incompiute - dice Ristuccia - quelle opere cioè progettate e non appaltate ovvero non completate o inutilizzabili per scorretta esecuzione”. Ancora una volta la Corte rileva come le cause del fenomeno, che determina un ingente spreco di risorse pubbliche, siano molteplici e da annoverare nella carenza di programmazione, eccessiva frammentazione dei centri decisionali, complessità delle procedure di progettazione, dilatazione dei tempi di esecuzione imputabili alle imprese committenti ed alle amministrazioni aggiudicatrici, carenti per inadeguatezze nei controlli tecnici e amministrativi. Il pg sottolinea che “le patologie maggiormente ricorrenti negli appalti pubblici di opere, beni e servizi sono rappresentate da quelle iniziative volte alla realizzazione di un'opera pubblica senza una previa accurata verifica della sua concreta esiguibilità economica, tecnica, logistica. L'assenza o la grave superficialità di una analisi di fattibilità sono spesso le cause del sorgere in corso d'opera di una serie di difficoltà di esecuzione dell'instaurato rapporto contrattuale e del conseguente fallimento dell'opera o del servizio appaltati, rendendo così vano il dispendio di risorse finanziarie nel frattempo utilizzate. Una seconda rilevante categoria di danno erariale continua ad essere connessa a fatti corruttivi e concessivi che determinano ingiustificati e fraudolenti aumenti del prezzo degli appalti pubblici”, conclude Ristuccia.
Fonte : Camera del Lavoro di Pozzallo