Marittimi , cittadini invisibili. Nella realtà esistono, lavorano, pagano le tasse, ma arrivato il momento di votare finiscono di esistere .Sono 35.000 i lavoratori marittimi che non possono esercitare il diritto di voto perché imbarcati su centinaia di petroliere, portacontainer e navi da crociera in navigazione lontano dall’Italia. Nel 2005 la Polonia ha approvato una legge che ha posto fine alla discriminazione a danno dei marittimi. Pochi mesi più tardi, l’Estonia ha inserito nella Costituzione il diritto al voto per i lavoratori naviganti. Due anni fa addirittura il Belgio, paese che non vanta certo una storia di marineria come la nostra, ha adottato il voto elettronico per chi, durante il periodo elettorale, si trova su una nave. Votano anche i militari impegnati in missione all’estero, nessuno riesce a comprendere perché la stessa cosa non si possa fare con i marittimi. Il comandante di una nave è, a tutti gli effetti, un ufficiale di stato civile: nessuno può impedirgli di svolgere le funzioni di presidente di seggio. E’ facile intuire che la tecnologia consente di introdurre il voto elettronico , se non vi piace neanche questo cpotete consentirgli di votare quando la nave è ormeggiata incaricando per la raccolta delle schede i consolati e/o le ambasciate.Diritto di voto ancora in alto mare , ma i marittimi non si arrenderanno, continueranno a lottare per "conquistare"questo fondamentale diritto che appartiene ad ogni cittadino.