
La sua vita l'ha dedicata alle barche e alla passione per il mare: prima come campione di off-shore e da oltre trent'anni come imprenditore di un cantiere navale che fornisce imbarcazioni ai corpi militari di mezzo mondo. Fabio Buzzi, 66 anni, e' l'uomo che ha portato la sua Fb design ad avere un fatturato che si aggira intorno ai 10 milioni di euro l'anno, a seconda degli ordini. E che un rapporto dell'intelligence Usa cita come uno dei fornitori principali della temibile marina messa in piedi negli anni dai Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniana, fatta di temibili e agilissime barche veloci che - e' il timore di Washington - in caso di escalation fra Teheran e la comunita' internazionale sul dossier nucleare potrebbero 'pattugliare' e chiudere lo stretto di Hormuz, dove transita oltre un quinto della produzione petrolifera mondiale. "E' vero, non e' un segreto: ho venduto barche e tecnologie agli iraniani fino a cinque anni fa, e l'ho fatto in piena legalita' ", racconta Buzzi raggiunto nei suoi cantieri ad Annone Brianza, in provincia di Lecco.
"Poi sono stato fermato dal governo italiano in maniera unilaterale. Mi hanno 'chiesto' di non vendere piu', ma debbo dire che se non mi fosse stato vietato dal governo mi sarei fermato io perche' considero Ahmadinejad un uomo, diciamo cosi', pericoloso...". Buzzi - quasi una leggenda della motonautica italiana - si definisce un "iperlegalitario". Fino a quando il governo gli ha chiesto di fermare le forniture a Teheran, aveva venduto una dozzina di imbarcazioni agli iraniani.
Ma soprattutto tecnologie, motori e stampi. Con i disegni, assicura lui, che venivano 'regolarmente' recapitati ai servizi segreti italiani. "Circa tre anni fa poi sono stato contattato anche dagli americani, che mi hanno 'molto simpaticamente' interrogato. Volevano sapere cosa avessi venduto agli iraniani, e dato che io non avevo, e non ho, nulla da nascondere, non ho avuto di conseguenza problemi a dirglielo", racconta ancora l'imprenditore.
Fonte:rainews24
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La "marina" dei pasdaran controlla lo stretto di Hormuz e il Golfo Persico. Lo afferma un rapporto dello Us Office Naval Intelligence. La riorganizzazione delle forze marittime voluta dal governo di Teheran permetterebbe ai Guardiani della rivoluzione di controllare questi due punti strategici per la difesa del Paese.
Secondo la relazione, citata dal quotidiano statunitense Washington Post, in caso di attacco alle sue centrali nucleari l'Iran potrebbe chiudere lo Stretto di Hormuz, da cui transita il 30 percento del petrolio mondiale. Questo grazie alla tecnologia militare avanzata acquisita di recente da Teheran.
I pasdaran sarebbero addestrati alla "guerra asimmetrica" e dotati di imbarcazioni, armate con missili cruise a corto raggio. La marina iraniana ha invece il controllo del mar Caspio e del golfo dell'Oman.