domenica 23 gennaio 2011

La politica portuale portata avanti da Berlusconi guarda al Nord ed abbandona il Sud

“Anche la politica portuale portata avanti dal Governo guarda al Nord ed abbandona il Sud. Per la realizzazione del gateway europeo dell’Alto Adriatico (piattaforma logistica Trieste-Monfalcone) con il Porto di Monfalcone che sarà il primo terminal automatizzato d’Italia, c'è già un concreto impegno che sarà presto sancito in una intesa Stato-Regione, per il Porto di Gioia Tauro, invece, al momento ci sono solo parole, buone intenzioni, promesse a futura memoria». Lo sostengono, a ragion veduta, i deputati del PD Oliverio, Laganà e Laratta. «Il sistema portuale italiano e, nel caso specifico il Porto di Gioia Tauro - secondo i tre deputati del Pd – necessita di una strategia di lungo respiro che si concentri su alcune grandi questioni che consentano di agganciare il settore ad aspetti fondamentali relativi allo sviluppo economico e competitivo dell’Italia. In particolare si tratta di delineare una strategia che partendo dall’esame dei nuovi flussi dei movimenti di merci, servizi e persone, ormai totalmente diversi dal passato, consenta la concreta realizzazione della filiera lunga, ossia di una retro portualità capace di intercettare e incidere sullo sviluppo economico e sociale del territorio creando condizioni infrastrutturali, logistiche e di servizio che favoriscano lo sviluppo di imprese e una efficiente rete di servizi e di scambi sul territorio». Oliverio, Laganà e Laratta, , chiedono a Berlusconi «se è intenzione del Governo porre fine alla palese gravità della scelta di sostenere pesantemente la portualità del Nord Est del Paese, penalizzando quella del Mezzogiorno ed in particolare quella di Gioia Tauro e di rilanciare con decisione il porto di Gioia Tauro, salvaguardando i già precari livelli occupazionali e delineando nuove strategie di sviluppo centrate sulla realizzazione di una efficiente rete di collegamenti marittimi, ferroviari, (estendendo fino a Reggio Calabria l'Alta Velocità, senza la quale non è possibile rendere competitivo il porto di Gioia Tauro e ricomprendendola pienamente, da subito, nel nuovo Contratto di Programma 2011-2014 tra Ferrovie dello Stato S.p.a. e Ministero delle Infrastrutture), autostradali e interportuali, in primo luogo con Crotone e Corigliano Calabro, che consentano finalmente a Gioia Tauro di tornare ad essere al centro di una piattaforma logistica di infrastrutture e di servizi che favoriscano lo sviluppo socio-economico del territorio mediante l’avvio di attività imprenditoriali e di proficui scambi sul territorio».

I parlamentari del Pd chiedono inoltre «se il Governo non intende rivedere con un intervento legislativo urgente la materia in tema di concessioni demaniali e stabilire nuove regole che rendano più vantaggioso per lo stato e per il territorio l’utilizzo privato del territorio, tenendo conto del fatto che alla Medcenter Container Terminal (MCT), sono stati concessi dal demanio 1 milione e mezzo di metri quadrati ad un prezzo assolutamente fuori mercato per la rilevanza strategica che fino ad ora ha rivestito il terminal di Gioia Tauro