venerdì 21 gennaio 2011

Bono promette: "Il cantiere di Ancona non chiuderà"

Si è tenuto ad Ancona , nella sede della Regione, un incontro tra l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono e il presidente della Regione Gian Mario Spacca. Fuori dall'edificio un presidio di lavoratori controllato discretamente dalla polizia.
Commesse non ce ne sono, ma il cantiere non verrà dismesso, e, in attesa che ci sia una ripresa degli ordini, ad Ancona si punterà sulla formazione, che andrà ad affiancare la cassa integrazione, e sul potenziamento infrastrutturale. Questo, in grandi linee è stato l'esito dell'incontro.
"L’unità produttiva di Ancona - ha dichiarato il presidente della Regione -, pur non essendo il core business del gruppo navalmeccanico, è comunque importante e vivrà, nello scenario competitivo dell’azienda che verrà". Il presidente Spacca ha spiegato che l'intesa raggiunta riguarda principalmente tre punti: "Mantenere la competitività del bacino attraverso opere infrastrutturali da realizzare d'intesa con l'Autorità portuale; realizzare un grande progetto di formazione per tutti i dipendenti. Il lavoro dunque non cessa, se ci fosse un progetto di dismissione non ci sarebbe questo impegno. Terzo, approfondire anche con il Friuli i temi del distretto nautico per sviluppare l'attività di ricerca. Tutto questo - ha concluso il governatore - richiede un innalzamento del dialogo da parte di tutti i soggetti interessati".

Bono ha dichiarato: "La crisi sta cambiando, ha già cambiato, il mondo. Ci sarà un momento di ripresa, anche se nel nostro Paese appare più lenta. La competitività delle aziende, specie quelle dislocate su più siti, è data dalla capacità impiantistica. Per il cantiere dorico la difficoltà è rappresentata dalle dimensioni: può fare navi solo di una certa estensione. Per questo, negli anni, abbiamo spostato qui le navi a maggior valore aggiunto, come i traghetti per il nord Europa e alcune navi da crociera, comunque al top della categoria. La crisi attuale, per questo stabilimento, è congiunturale e non strutturale. È chiaro che l'interruzione del flusso di ordini ne ha bloccato l'attività, e in prospettiva avremo un periodo di discontinuità produttiva, ma non intendiamo aprire tavoli di ristrutturazione".

Continua l'a.d. di Fincantieri: "Per dotare il cantiere di competitività, la formazione è fondamentale", e la formazione compenserà in parte la perdita del reddito a causa della cig. Riferendosi più in generale al Gruppo, Bono ha detto: "Se dovrà essere amputato qualcosa, qualcosa sarà amputato, ma quel che resterà sarà un corpo sano. Ma anche il sindacato e i lavoratori devono fare la loro parte, in termini di maggior produttività e presenza sul lavoro. Il sindacato non può scaricare tutto sull'azienda, altrimenti l'azienda potrebbe scaricare al Governo, ma lo scaricabarile non serve, a noi - ha fatto presente infine - serve un tavolo di condivisione". Al termine dell'incontro una delegazione di lavoratori è stata ricevuta da Bono e Spacca.

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it/ancona
Il Resto del Carlino